Archive for the ‘Comics’ Category

Faith, la supereroina extralarge solo per PR

lunedì, gennaio 16th, 2017 by geekqueer

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Mi han detto che  il fumetto Faith sia stato oggetto di una domanda in un quiz televisivo italiano: fa sempre piacere quando i fumetti travalicano la nicchia per affacciarsi al popolare e -premetto- che son contento che lo faccia un fumetto che vuole combattere uno degli stereotipi più presenti e fastidiosi nel mondo dei supereroi, quello del corpo. Purtroppo Faith non fa nulla di tutto ciò, e mi dispiace molto.

Il fumetto di Jody Houser, Pere Perez e Marguerite Sauvage ed edito da Valiant, è un’attenta operazione che vuole sollevarsi dal mare magnum delle varie produzioni supereroistiche per l’originalità della protagonista. Tutto giusto, se non fosse che la questione si esaurisce solo sul piano estetico e non di argomenti.

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Nessun tema legato alla stereotipizzazione dei corpi è sfiorata, Faith non si abbandona mai a nessuna riflessione sul suo corpo, sulle differenze di esso con quelli ipertrofici o plastificati dei suoi colleghi. Non c’è il minimo spunto sulla rappresentazione del corpo delle donne (o di chiunque) sui mezzi di comunicazione, e dire che la protagonista lavora per un blog e il suo ex è in un reality show. Le occasioni non mancano di certo per affrontare tutte le questioni che uno ci si aspetta solo scorgendo la copertina.

E quando l’apparenza prende il posto dell’essenza il rischio è quello della mercificazione: Faith è grassa per procura, anzi per PR.

Di sicuro Faith è una ragazza risolta e l’intenzione di proporre un modello positivo è ottimo, niente biasimi o insicurezze, bravi! Niente discorsi su diete o altre sciocchezze. Così si fa!
Ma anche quando l’eroina incontra i cattivi, scagnozzi, bruti o semplici acide starlette televisive, non c’è nessuno che si abbandoni a un “ma chi è sta cicciona?“, nessuno che accenni per sbaglio a quello che è sotto gli occhi di tutti: cioè che Faith non è come le altre.
Perché se Faith fosse stata disegnata con qualche chilo in meno, questo fumetto sarebbe rimasto uguale a centomila, magro di ogni sentimento (e anche di una buona storia). Insomma alla fine ho la sensazione che tutto si riduca a un trucco e mi son sentito preso in giro.

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Io avrei voluto vedere Faith prendere a calci in culo chi la insultava, zittirli con l’intelligente ironia di chi è sicuro di sé e ha da tempo estinto i suoi demoni, annientare in carisma tutte le succinte colleghe. Invece è tutto invisibile, come fosse un suo superpotere.

Penso che Faith sia un’occasione persa e questa volta i canoni socioculturali della bellezza femminile siano stati solo scalfiti e non presi a calci nelle palle come mi sarei aspettato.

P.S.: Nei giorni scorsi sul mio profilo Twitter sono stato accusato di avvallare i canoni estetici mediatici e che, data la mia conformazione fisica, non potessi esprimermi a proposito.

Sono stato bullizzato per un’intera adolescenza e quello che sto imparando in questi giorni è che posso anche avere una voce su Wikipedia con i miei libri storici, di semiotica o di morfologia, ai bulli interessa solo tracciare confini di definizioni. Ecco forse avrei voluto trovare queste riflessioni nel fumetto della Houser.

In Avengers Academy arriva Union Jack, supereroe gay

giovedì, giugno 23rd, 2016 by geekqueer

Marvel Avengers Academy, è un popolare videogioco per mobile in cui la celebre squadra di supereroi viene ripensata come in un teen-movie da high-school.

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La squadra di studenti capitanata da Nick Fury, ha introdotto un supereroe gay nella sua fila. Nella quest “British Invasion” i giocatori possono reclutare eroi britannici come Capitan Bretagna e appunto Union Jack per aiutare a liberare Black Knight posseduto dalla maledizione della Eban Blade. Nel corso del gioco Black Widow sottolinea che Union Jack -alias la super-spia Brian Falsworth– sia il primo ragazzo dell’accademia su cui non riesce a far colpo.

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“Senza offesa, ma non sei il mio tipo”, e quando lei chiede spiegazioni, rincara la dose “Ti sto dicendo che sono gay”.
Nel mondo della Marvel Comics tradizionale, Brian Farnsworth – Union Jack è un eroe della Seconda guerra mondiale e rivela di avere una relazione con un
altro eroe, Roger Aubrey in arte Dyna-Mite o Destroyer.

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Un personaggio gay in Star Wars, lo dice J.J. Abrams

domenica, febbraio 28th, 2016 by geekqueer
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Se volete invece sapere la mia opinione, bé, mi piacerebbe vedere Rey portare al lato rainbow Captain Phasma. Che bomba sarebbe?

SanDiego Comicon 2015: i cosplayer migliori secondo ammé

martedì, luglio 14th, 2015 by geekqueer

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Secondo me il Cacciatore di Bambi è bellissimo.

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And the winner is: Poison.

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Premio della Critica a: Gesù. Che tra tanti personaggi di fantasia ci sguazzava perfettamente.

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Midnighter, il primo supereroe gay con una testata tutta sua

mercoledì, giugno 3rd, 2015 by geekqueer

Dagli anni ’50 Batman ha sempre dovuto affrontare l’accusa di essere omosessuale: per qualche ragione, molti lettori percepivano che uno scapolo ricco, in collant e con una spalla giovane e aitante, potesse essere gay.
Pensa tu che illazioni balzane! 

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Nel 1998, lo scrittore Warren Ellis inserisce il personaggio di Midnighter nel cast di Stormwatch e nel successivo e bellissimo spin-off, Authority (capirai, con Morrison, il mio autore preferito, ovvio).

Riprendendo gli stilemi del Cavaliere Oscuro, Lucas ‘Midnighter’ Trent è stato introdotto nella serie, in coppia col suo superpotente fidanzato Apollo, proiettando il rapporto tra Batman e Robin come fosse più che una semplice amicizia.
Ma questa è storia che sanno pure i sassi.

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Oggi in USA la DC Comics fa uscire il primo numero di MIDNIGHTER, scritto da Steve Orlando, e a tutti gli effetti è il primo personaggio gay nei fumetti ad avere una testata tutta sua, per una casa editrice così grande e mainstream.

“Midnighter è un’icona inarrestabile di fiducia in sé stessi”, dice Orlando. “non ha alcun conflitto su chi è, quello che è, e non gli importa chi non è d’accordo. Un tipo di sicurezza, fiducia e orgoglio a cui tutti noi aspiriamo, gay, etero, trans o altro”.

“Quando abbiamo incontrati Midnighter (in Stormwatch ’98) lui e Apollo stavano già assieme da 5 anni”, dice Orlando. “Dal loro debutto DCU, di Midnighter e Apollo abbiamo conosciuto davvero poco del loro rapporto, e mi son chiesto a che punto della loro relazione fossero ora. Siamo in un territorio inesplorato, e penso che sia eccitante! “

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Trent è in buona compagnia nella nicchia di eroi apertamente gay, ha accanto colleghi DC come Batwoman e Bunker, mentre la Marvel Comics può invece vantare Wiccan, Hulking, Northstar, Shatterstar, Rictor e, a partire dal mese scorso, Iceman, solo per nominare i più visibili nelle collane principe.

La presenza di Midnighter nei fumetti ha avuto una forte influenza sull’autore stesso, e Orlando spera di dare ai giovani fanboy e fangirl lo stesso supporto che ricevette lui:
“Midnighter è un personaggio molto importante quando ero giovane, ha influenzato lo sviluppo della mia identità queer, sciolto dubbi e rasserenato sulle aspettative sociali”, dice, “Sono onorato di poter offrire la stessa cosa a una nuova generazione di lettori. Midnighter è fiero di chi è, e voglio lettori siano sfacciatamente orgogliosi di quello che sono”.

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Midnighter # 1 è già SOLDOUT e noi aspettiamo la traduzione italiana al più presto.

(libera trad. da FrontiersMedia)

Vedova Nera è lesbica (ma anche un sacco di altre cose)

giovedì, maggio 21st, 2015 by geekqueer

Insomma in un solo personaggio hanno concentrato un bel po’ di continuity e universi paralleli, ma dopo questo bel titolo che serve solo per gli allocchi di Google, andiamo a vedere più in particolare di cosa sto parlando,
Perché no, non stiamo parlando di Natasha Romanoff e no, non stiamo parlando di Scarlett Johansson (ragazze mi dispiace, ma tranquille che son sicuro sia solo questione di tempo).
In realtà stiamo parlando di lei: Jessica Drew dell’universo Ultimates.

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In questo bell’universo rivisto, corretto e più giovine (quello in cui ora Spiderman è l’afro-porto-amerciano Miles Morales) Jessica Drew era Spider Woman, clonata dall’ultimate Peter Parker.
E per essere filologicamente corretti alla continuity originale, Jessica a un certo punto prende lo stile di Ben Reilly, il Ragno Rosso.

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Seguitemi: quindi Jessica Drew è la versione Ultimate di Spider Woman, che è anche la versione di Ben Reilly-Ragno Rosso, clone di Peter Parker e nel primo numero di All New Ultimates -dato che ormai c’ha pure la tutina nera di Venom decide di prendere il nome di Vedova Nera, tanto sempre ragni sono, signoramia.

Che io vi dirò, apprezzo pure lo sforzo di mettere un po’ di ordine in troppi personaggi troppo uguali e se ci pensate bene, non fa una piega.
Ma perché ne parlo qui su ‘sto blogghe (con circa due mesi di ritardo, ahimè)?

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Perché in questo numero qui sopra, c’è una bella scena in cui tutte le ragazze del gruppo degli Ultimates vanno in spiaggia a rilassarsi, e come fanno tutte le ragazze che vanno in spiaggia a rilassarsi, fanno chiacchiere e si confidano.
E tra una battuta e un po’ di crema abbronzante, Jessica fa il suo coming out con le amiche.

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Poi getta pure una frecciatina all’X-Men Kitty Pryde di cui è coinquilina, ma vai a capì se scherzava o faceva la gatta morta, bho, voi ragazze siete leggermente complicate sempre più emozionate, delicate.

Ora c’è quel passaggio in cui cerca di spiegare perché sente attrazione per le ragazze e tira fuori tutta una teoria sul fatto che è un clone di Peter e le donne coi capelli rossi le fanno perdere la testa che vabbé, ti dici, possono pure risparmiarsi di cercare sempre una spiegazione, eh.
Comunque benvenuta Jessica Drew, sei la nostra Spider-Woman-Ragna-Rossa-Vedova-Nera preferita.

Nel telfilm A.K.A. Jessica Jones, la prima coppia LGBT della Marvel

venerdì, marzo 27th, 2015 by geekqueer

ALIAS è stato uno dei miei fumetti preferiti, spin-off del miglior Daredevil, quando i comics si fondevano con le graphic novel e potevi passare da Igort o Sfar ai supereroi, senza troppi traumi (no, non sto dicendo che Brian Michael Bendis sia come Sfar). Comunque Alias diventa A.K.A. Jessica Jones, ovvero l’agenzia investigativa aperta a Hell’s Kitchen da una supereroina che ne ha le palle piene di tutine aderenti e dinamiche schizofreniche di supereghi da pop-art.

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Tutta la serie è uno dei ricordi più belli che ho di quegli anni assieme agli X-men di Morrison, quindi son stato contento di sapere che Netflix proprio in questi giorni ne stia girando a New York il telefilm e con uno spirito molto femminista, dato che il set sarà per la maggior parte femminile (sceneggiatrice, regista, protagoniste, etc).
Alè, belle cose che assicurano aderenza con lo spirito del fumetto.

Ma veniamo agli elementi che ci interessano tanto.
Jessica Jones sarà Krysten Ritter, piccola e ricercata icona di sarcasmo e cattiveria che tutto il mondo vi indicherà come attrice in Breaking Bad, ma i gay più attenti la ricorderanno con gridolini di eccitazione in Don’t Trust the bitch in Apartment 23.

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Ma è screenweek.com che ci regala questa bella notiziona:
“Sono disponibili anche altre immagini che ritraggono Carrie Anne Moss nel ruolo di Harper, personaggio che potrebbe svolgere un ruolo importante nell’avventura di Jessica. La vediamo in atteggiamenti intimi con un’altra donna, e questo probabilmente farà di lei il primo personaggio gay dell’Universo Cinetelevisivo Marvel; certo, si potrebbe obiettare che nella prima stagione di Agents of S.H.I.E.L.D. sia già comparsa Victoria Hand, ma la sua omosessualità non è mai stata affrontata nella serie, e nemmeno citata (al contrario dei fumetti, dove il suo orientamento sessuale è cosa nota)”.

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Il lesbismo di Carrie Ann Moss è ben rappresentato dalla scelta di quei collant color carne.
Ora bisognerebbe solo portare Netflix in Italia. Tipo ieri.

Catwoman fa coming out: è bisessuale

sabato, febbraio 28th, 2015 by geekqueer

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Selina Kyle, la furtiva nemica/amante sfuggente di Batman, fa ufficialmente coming out come bisessuale, nell’ultimo numero di Catwoman.

La gatta -dalla tutina di pelle e vinile- ha baciato un’altra donna in Catwoman # 39 illustrato da Garry Brown, confermando quello che molti fan avevano da lungo sospettato per il suo carattere sempre al limite tra il civettuolo e l’ammiccante..

“Per me, questo non è stato una rivelazione, piuttosto una conferma”  ammette Genevieve Valentine, scrittrice della serie, sul suo blog.

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Il coming out di Catwoman è solo l’ultimo dei tanti sforzi da parte delle majors dei fumetti per diversificare i loro personaggi. Batwoman è lesbica dichiarata dal 2006, e un Green Lantern, Alan Scott, è gay.
Nel 2013, una donna trans di colore è stata introdotta come un personaggio in Batgirl.
Della Marvel si ricorda Northstar, membro degli X-Men, che ha sposato il suo compagno nel 2012.

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Catwoman ha su per giù 75 anni (la sua prima apparizione fu in Batman # 1 nel 1940), e il suo rapporto con il pipistrello mascherato è complicato. Nonostante l’essere nemici, spesso lavorano insieme e sono coinvolti in un’intensa, costante relazione romantica. Valentine ha risposto ai critici che si chiedevano che cosa questa rivelazione potrebbe significare per Batman: “Potete star certi che la relazione di lunga data tra Selina e Batman non sarà dimenticata; non funziona così la bisessualità (o l’umanità)”.
via TIME

Tutti i miei bishonen: il film dei Cavalieri dello Zodiaco

sabato, gennaio 10th, 2015 by geekqueer

Ieri è uscita in Italia la riduzione cinematografica della serie I Cavalieri dello Zodiaco: un lungometraggio d’animazione 3D che vuole riassumere la saga più famosa dell’anime, quella chiamata “delle dodici case”.
In realtà il film è uscito in Giappone il giugno dello scorso anno e quindi son davvero pochi gli appassionati che hanno aspettato la versione italiana, e da quel giorno l’internerd è pieno di critiche, bestemmie e minacce di morte.

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A esser sincero, io ‘sti Cavalieri dello Zodiaco non li avevo mai visti e quando all’ora di pranzo intercettavo nello zapping qualche scena, rimuginavo su quanto poco interessante fosse la sequela pressoché identica di schiaffoni e calcioni dati a destra e manca. Quindi ho passato le ultime vacanze di Natale guardando quasi tutte le serie (dalla saga della Guerra Galattica a quella di Nettuno) per arrivare preparato al film, e stupendomi dell’uso spropositato, esaltante e ammaliante della figura del bishonen.

Chi è il bishonen?

Con il termine bishonen si indicano quei personaggi maschili che rispondono a un canone di bellezza tipicamente giapponese, più delicato e androgino rispetto al virile mascellone occidentale.
Il bishonen è sempre stato un mio corto circuito culturale perché emblematico esempio/modello del ragguaglio tra la nostra cultura e quella orientale. Il bel ragazzo nell’accezione moderna giapponese è raffinato, delicato, magro, androgino e c’ha un sacco di capelli, ben diverso dal nerboruto, rasato e rude modello occidentale.
Dai ragazzi di Shibuya e Ginza ai Visual-Kei delle boyband giapponesi è un florilegio lineamenti che ridisegnano i canoni del genere.
Poi da noi c’è sempre Jason Statham, ma va bene pure così.
Tutto quello che so sui bishonen io l’ho imparato da questo bellissimo libro, che è tipo una delle bibbie per ogni geekqueer e si chiama Shonen Ai, di Veruska Sabucco, edito dalla Castelvecchi.
Vai con la selfie-diapo.

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Ora dopo sta necessaria prosopopea, scopro che i Cavalieri dello Zodiaco sono un’ampia enciclopedia sul tema e che mi ha divertito tantissimo questa cosa: in primis perché assolutamente inaspettata, poi per la tenera confusione dei doppiatori italiani che alla fine degli anni ottanta si son ritrovati a gestire generi e trans-generi, laddove ipotizzavano la semplicità semiotica dell’Ape Maia.

Ma ora vi faccio una bella lista dei miei 6 bishonen preferiti:

6° POSTO
Mime di Asgard, per il doppiatore italiano che ha pensato bene di imitare Leopoldo Mastelloni.

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5° POSTO
Afrodite dei Pesci (sic!) o Fish, il cavaliere d’oro della Casa dei Pesci, perché il più bello della volta celeste a detta di tutti i cavalieri e io ne convengo.

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4° POSTO
Eris, cavaliere d’Argento (o Misty della Lucertola per gli spagnoli), perché per uno schizzetto di sangue, pianta una sceneggiata che non ne avete un’idea.

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3°POSTO
Artax di Asgard. Ho adorato la saga di Asgard: è una chiara e profonda metafora del fashion system anni ’90, quando arrivarono le russe a conquistare le passerelle.

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2° POSTO
Andromeda, che viene presentato così:

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Combatte i serpenti a bocca aperta,

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e salva gli amici limonandoseli.

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AL 1° POSTO
Gemini, la parte buona di Arles: che ha creato così tanta confusione ai doppiatori, che alla fine hanno optato per una voce di donna, mantenendo però la coniugazione al maschile e dando a tutti noi una lezione di transgenere che in quegli anni manco nelle università della California.

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[Grazie DC Comics] Pifferi, attivi e cattivi. Gli innuendo gay di The Flash

mercoledì, dicembre 10th, 2014 by GeekEr

Pied Piper

Giuro che non so davvero da dove iniziare. Ho riscritto il post almeno cinque volte.

OK, ricapitoliamo:

  • uno dei primi personaggi orgogliosamente gay della DC Comics è stato un reformed villain di The Flash;
  • il nome di questo personaggio è Pied Piper, in italiano “IL PIFFERAIO”;
  • il suo potere speciale era quello di SUONARE IL PIFFERO;
  • il costume ai tempi del “coming out” ufficiale era un orrendo PIGIAMA VERDE A POIS con una mantellina verde.

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Ma la parte più bella della storia deve ancora venire.

In una storia di qualche anno successiva alla “trasformazione in eroe” del Pifferaio, si scoprirà che questo cambio d’animo era dovuto a un altro villain di The Flash. Il suo nome? THE TOP.

Ricapitolando: un giovane ragazzotto dai lunghi capelli biondi che ama suonare il piffero e vestirsi in maniere questionabili decide di cambiare i suoi gusti a causa dei giochetti mentali di un top.

Praticamente un porno gay. Fine.

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[Lo ammetto: non sono un amante dell’universo DC Comics. Anche perché la linea Queer Imprint non l’hanno mai creata, nonostante il supporto creativo di noi geekqueers.

Ma devo ammettere anche che i rivali della Marvel hanno conquistato un posticino nel mio cuore di nerd fissato con i fumetti grazie alla televisione, e a due serie TV che stanno facendo sfaceli negli Stati Uniti e che sono proprio divertenti da guardare: sono The Arrow e, per l’appunto, The Flash. Ecco: dateci un’occhiata, che meritano.]