Archive for the ‘Internerd’ Category

Star Wars: Luke Skywalker potrebbe essere gay, parola di Mark Hamill

domenica, marzo 6th, 2016 by geekqueer

(via bestmovie)

J.J. Abrams ha recentemente confermato il possibile arrivo di personaggi apertamente omosessuali nel futuro di Star Wars, e i fan stanno chiaramente iniziando a speculare su chi possano essere questi character, chiedendosi se in verità non siano già entrati in scena. La coppia più gettonata rimane quella formata da Finn (John Boyega) e Poe Dameron (Oscar Isaac), ma la new entry sull’argomento, pensate un po’, è niente di meno che il Luke Skywalker di Mark Hamill. E d’altronde, non è mai stata narrata nessuna sua storia d’amore e l’unica donna che ha baciato è sua sorella Leila.

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All’ennesimo tweet è lo stesso Mark Hamill che risponde diretto:

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Interpellato dal The Sun, ecco che cos’ha dichiarato l’attore in proposito: «Ho appena letto online che J.J. è molto aperto riguardo la cosa. I fan mi scrivono chiedendomi tutte quelle domande, “A scuola mi bulleggiano.. ho paura di fare coming out”. Mi dicono, “Luke potrebbe essere gay?”, e io dico che l’interpretazione dipende dallo spettatore. Se pensi che Luke sia gay, allora certamente lo è. Non dovresti vergognartene. Giudica Luke dal suo carattere, e non da chi ama».

Insomma, una risposta decisamente saggia dal maestro Jedi.

Fonte: The Sun 

Arriva in Italia Mr Robot: ecco l’intervista a Whiterose

giovedì, marzo 3rd, 2016 by geekqueer

<SPOILER, VI AVVERTO, QUESTA INTERVISTA È TUTTO UNO SPOILER>

Se siete tra i pochissimi che ancora non hanno visto le avventure di Elliot e della FSociety, vi consiglio di non perdere almeno l’adattamento italiano in onda su Mediaset Premium da questo mese.
Mr Robot è un serial TV thriller di fanta-politica, che stupisce con i suoi continui colpi di scena e oltre ad avere un transfert d’immedesimazione totale con il protagonista, ho compreso che era il mio telefilm preferito allo svelare del misterioso e onnipresente personaggio di WhiteRose, capo dei capi dei più pericolosi hacker del mondo è una donna transgender, interpretata dall’attore BD Wong.

Wong appare sullo schermo solo per tre minuti, ma vi assicuro che sono i tre minuti più intensi e tesi di tutta la serie, e il fatto che il suo personaggio sia transgender non è assolutamente casuale.

Il sito Vulture ha fatto una lunghissima intervista all’attore, che io qui solo per amor vostro vi ho tradotto. Per sdebitarvi, ricordatevi che la prossima settimana è il mio compleanno.

Quando ti hanno proposto di interpretare Whiterose?
Gli episodi 4 e 5 erano già stati girati quando ho firmato. Mi è stato detto che c’era questo telefilm di cui tutti parlavano, ma era già in produzione quando mi hanno chiamato.

Hai dovuto incontrare Sam (il regista), o hai accettato subito?

Ebbene, prima di tutto, non c’è stato un incontro. Non mi è stato nemmeno chiesto di fare un provino. Mi era stato chiesto di fare proprio questa parte. Ero molto nervoso. Ed è stato proprio nel bel mezzo di questa meravigliosa discussione sulle persone trans degli ultimi tempi.
Ho pensato subito, “io non voglio che sia il personaggio appariscente della trans cattiva. E non voglio essere semplicemente una trans cattiva. In più anche se non volevo che la parte andasse ad altri ho consigliato alla produzione di considerare qualche attrice transgender. Mi è stato poi detto che Sam (il regista) aveva già incontrato alcune attrici transgender, ma non era rimasto convinto. Non so perché mi stava chiedendo di farlo, e sinceramente avevo un po’ di resistenza.

Sam ha detto a BuzzFeed che aveva subito pensato a te per la parte di Whiterose, ma dal momento che pensava ancora a un personaggio biologicamente femminile, non ha mai formalizzato la richiesta. Ti ha mai spiegato perché ha pensato che tu fossi perfetto per il ruolo?
Non proprio. Quando i registi ti chiamano, non si sa mai da dove è arrivato il tuo nome. Tutto quello che so è che lui sembrava sinceramente convinto del mio nome. Forse perché con il mio ruolo in M.Butterfly mi sono avvicinato alla sua idea di Whiterose. Credo che pensasse a me come attore maschile, e che la mia sensibilità sarebbe stata giusta per il ruolo, la personalità della persona, indipendentemente dal suo sesso biologico. Fin quando Sam ha detto a sé stesso: Ehi aspetta, ma perché continuo a pensare in maniera così convenzionale ed etero-normativa?

Si tratta di una piccola parte, ma così importante per la trama dello show. Hai firmato a subito?
Innanzitutto, gli script sono molto segreti. Non mi hanno lasciato leggere la sceneggiatura, non mi hanno neppure lasciato leggere la scena precedente la mia parte! Non mi ha dato nulla, così ho cercato di carpire dal cervello di Sam cosa dovessi fare.
Non volevo essere un uomo travestito da donna, allontanandomi così da tutta la realtà delle persone transgender. È un ruolo importante ed è il motivo per cui ho accettato. Allora ho fatto molte domande a Sam: “Si tratta di un ragazzo che finge di essere una donna?” E lui: “No, no, no, no. Si tratta di una persona transgender”. “Come si capisce che è una persona trans?” e allora mi ha detto che lo show è il tipo di show in cui non spiegano le cose, ma si spera, nel modo in cui lo vogliamo fare, che sarà chiaro e senza inutili sovrastrutture a spiegare.

Che sembra essere un approccio non molto usato in televisione.
Di solito, quando rientri in una minoranza etnica o transgender, se sei in TV è perché SEI una minoranza etnica o transgender, è solo per quel motivo. È molto raro vedere un attore transgender che reciti la parte di un impiegato della drogheria, senza che dica: “Oh, guarda che io sono una persona trans”.
Non sono ancora pronti per questo.
 Oppure pensano che la nazione non sia pronta per questo. Sam mi ha solo detto, “Lei è transgender, ma il suo essere trans non significa niente in questo conntesto”.
Sam poi mi ha parlato dell’ironia di Whiterose quando è mascherata da uomo, e non del contrario.
 Alla fine della puntata, quando Whiterose incontra il CEO della EvilCorp, Philip Price, Whiterose non può sopprimere del tutto la sua femminilità. Questo è un concetto molto radicale, che non so se abbiamo mai visto prima. Ho fatto capire a Sam che non sono a mio agio con l’idea del travestirsi e mi ha detto: “Qui tutti sono mascherati, e Whiterose è mascherata da uomo d’affari, non il contrario”. Questo per me è stato un punto di vista interessante. Non so ancora cosa intenda con tutto questo, ma spero che dopo aver visto lo show sia più chiaro per tutti!

E ‘stato difficile recitare nei panni di Whiterose per queste due scene? E come ti sei preparato?
Ero completamente in corto circuito quando ho interpretato Whiterose nella sua prima scena. Non era la prima volta che interpretavo un personaggio del genere e non ho nessun problema a farlo, ma in questa occasione ero completamente sopraffatto: non sapevo di cosa stavo parlando!
Avevo visitato il set il giorno prima per prepararmi, e mi son seduto con Kurt Haas [coordinatore al copione dello show] nei camerini e gli ho chiesto: “So che non dovrei sapere cosa sta succedendo, ma non so cosa sta succedendo! Devi spiegarmi qualcosa altrimenti non so come recitare questa parte! Devi aiutarmi!”. Kurt allora mi ha raccontato che quello che succede negli episodi non ha nulla a che fare con Whiterose. Ci sono cose che sto imparando adesso mentre guardo la serie. Però mi ha spiegato tutta la collaborazione tra l’Esercito Oscuro e FSociety, e tra Raspberry Pi e l’Honeypot.

Quindi ci deve essere stata molta preparazione. 
Molta di più di quello che si potrebbe pensare di lei al primo sguardo. Sam è una di quelle persone che capisce la diversità. Quando si sta parlando di una donna trans, lui sa cosa significa. Ma io non lo conoscevo, quindi non sapevo se era cosciente di cosa comportava veramente. Gli ho chiesto, “Quando dici donna trans, vuoi dire che ha l’aspetto di una donna? Ha il seno? A che punto è della transizione?”.
L’ho tormentato con tutte queste domande, gli ho spiegato che non bastava che io mi vestissi da donna, bisognava costruire il mio personaggio, dare la forma giusta anche sotto i vestiti”. Per coincidenza, abbiamo concordato lo stesso tipo di acconciatura. Stavamo guardando le immagini di Diana Chen: lei è una donna d’affari molto forte e potente di Hong Kong, ma anche molto chic e molto femminile.


 

La scena è filata senza intoppi?
Le riprese sono durate tutta la notte, e sono così arrabbiato con Sam per non aver fatto un’inquadratura a figura intera! Ho avuto questi folli tacchi 12cm che nessuno ha mai visto, e li ho indossato per l’intera notte di riprese!

Non sapevo quello che stavo dicendo. Ho sbagliato un sacco di ciak, ho sbagliato molto più di quanto faccio di solito, cercando di ripetere solo le battute. Ho sudato mille camicie. Non riuscivo a ricordare qualcosa di semplice come il nome Terry Colby. Ricordo di aver detto “Ancora questo nome?”,  e tutto perché non sapevo nulla della storia! Continuavo a chiedere aiuto a Sam e lui ancora non poteva dirmi nulla. Lui invece era piuttosto rilassato, e non del tipo “Oh, mi dispiace tanto, non posso dirti di più”, bensì più del tipo Non ti dico niente! Io lo amo, e credo che lui sia incredibile, ma ho dovuto fare affidamento al mio autocontrollo per non uscire di testa.

Da qui in poi sarà più facile, ora abbiamo stabilito un valore estetico per il personaggio, e tutto il lavoro già fatto.

ÈÈ andata meglio invece la scena finale?
Sì, è andata molto, molto meglio, più agevolmente. È stata girato in una sola volta,  in uno di quei palazzi stile Gatsby Gold Coast, a Long Island. Ero completamente al buio, quando abbiamo girato. La scena è molto semplice e si stabilisce una connessione con chi sia Whiterose.

Sembra Whiterose, più di ogni altro personaggio, rappresenta la spinta del tentativo dello show di esaminare la propria identità.
L’idea è proprio questa, del “chi è chi?”. Elliot chiede “Chi sei?”, ma allo stesso tempo “Chi sono io?” e in alcuni casi, risultano essere la stessa cosa. Quello che Sam sta cominciando è una sorta di esplorazione, una comprensione ancora più profonda di questa identità. C’è una qualche ragione per cui Whiterose è la creatura che è. C’è una ragione che nessuno di noi conosce ancora. Sam la sa probabilmente. È il motivo della comprensione della propria identità, o la percezione di dell’identità di qualcun altro. Whiterose è le due facce di una stessa medaglia: “Da che parte stai?”.

Stai costruendo la tua carriera di attore con personaggi culto: Whiterose, Oz, Law & Order. Pensavi già che sarebbe andata così la tua carriera?
Ho sempre saputo che sarei stato più un caratterista che un attore principale, e ho sempre percorso questa strada. Ma andare oltre i personaggi è stato il mio obiettivo. Con Law & Order o anche la serie di film Jurassic, continuo interpretare ruoli ch emi piacciono ma ho sempre voluto fare qualcosa per esplorare il personaggio in maniera più profonda e spostare il limite un po’ più in là.

Voglio essere come Jenny Beavan!

lunedì, febbraio 29th, 2016 by geekqueer

Sam Smith è il mio primo orgoglio in questa notte degli Oscar 2016, per aver ricordato chi è e cosa rappresenta.
“Ho letto che nessun uomo apertamente gay ha mai vinto un Oscar” ha detto, “che sia vero o meno, io voglio dedicare questo premio a tutta la comunità LGBT in tutto il mondo! Io sono qui su questo palco da fiero uomo gay e spero che un giorno vivremo tutti insieme nell’uguaglianza”.
Bravo lui, brava Lady Gaga che lo ha applaudito e baciato, uniti in una battaglia che ce li fa così amare (e no, non è stato il primo ma va bene uguale).

Ma volevo mostrarvi invece questo breve video, in cui una bravissima Jeanny Beavan (candidata 9 volte agli Oscar nella sua carriera) va a ritirare il suo premio.
Jenny è una dissidente, sicuramente della moda, e la sua walk of fame è circondata da uomini e donne che non applaudono e che la guardano imbarazzati.
Di tutte le immagini di questi Oscar che vedo oggi sui miei social network, io tengo questa, tengo l’espressione orgogliosa e soddisfatta di Jenny che col suo chiodo si volta a guardarli, sorride e poi va avanti a prendersi ciò che ha guadagnato col suo talento.
Io voglio essere come Jenny Beavan.

 

“In TV sono più avanti!”. Ne siete proprio sicuri?

mercoledì, febbraio 24th, 2016 by geekqueer

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In questi giorni di discussione in Senato per la legge sulle unioni civili del DDL Cirinnà, ne abbiamo sentite di cotte e di crude: l’era dei Pesci che finisce, l’immancabile Bibbia coi suoi Levitici, ovuli scaduti da donare alle lesbiche e un bestiario che spero davvero di non ascoltare mai più in un luogo come quello. Vane speranze.

Ma c’è stato un intervento che mi ha fatto molto sorridere (non ricordo di chi, cercherò di inserirlo in calce col vostro aiuto) e diceva pressappoco “E poi in TV ci sono già tanti gay ormai…”.
È vero, spesso si prendono le produzioni televisive come metro culturale del progresso civile, e ancora più spesso sembra che queste siano anticipatrici di valori progressisti o che la TV sia medium illuminato da cui prendere ispirazione per la vita reale.
Ma siamo davvero sicuri sia così?

L’Institute for Diversity and Empowerment at Annenbergh (IDEA) ha pubblicato un documento che mostra uno scenario tutt’altro che rassicurante o di riferimento culturale, in cui la diversità nelle produzioni audiovisive (sia TV, digitali che cinematografiche) è ancora lungi dall’essere bandiera di orgoglio.
Insomma, più che di inclusività si parla ancora di invisibilità.

Dato che so che siete dei maledetti pigroni, vi riassumo i dati più interessanti.

La diversità negli audiovisivi nell’ultimo anno

Ruoli da protagonista:
71,3% uomini
28,7% donne

Più della metà delle produzioni non rappresenta asiatici o asiatici-americani.

Il 65,6% dei ruoli di persone afroamericane sono per uomini.

“Siete ovunque! Ormai se non c’è un personaggio gay non ti fanno andare in onda!” e invece siamo solo il 2%.
Nell’immagine qui sotto qualche dato in più.

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La sessualizzazione dell’immagine femminile è quasi totale, se non hai tette e gambe scoperte non vai in onda, mentre l’uomo in abiti succinti si assesta sul 7,6%.

Per i ruoli di anziani, l’uomo è più accettato e raggiunge il 72,45%, le briciole che restano sono per le donne. Si sa, l’uomo invecchia meglio, oppure è solo più stronzo.

E per quanto riguarda la produzione?

Meno del 25% delle produzioni TV sono create da donne.
Il 3,4% dei registi è una donna. No, aspè ve lo ripeto: solo il 3,4% dei registi, è una donna.
Nel digital è il 17,1%
Via cavo il 15,1%
Tv di streaming l’11,8%.

I registi caucasici nel cinema sono l’87,3%
in TV sono il 90,4%.

Siete ancora sicuri che in TV siano più “avanti” o credete anche voi sia solo un’industria maschilista come un’altra?

I miei 3 preferiti nel 2015

domenica, gennaio 10th, 2016 by geekqueer

Il bello di avere un blog e non un sito -istituzionale o meno- è che puoi fregartene delle linee editoriali o attenerti a precetti e presupposti.
Quindi ho deciso che vi faccio le mie classifiche del 2015 perché io le trovo utili per recuperare cose che mi son perso tra i mille impegni e pensieri.
E poi così avete una ragione in più per insultarmi.

I miei 3 videogiochi preferiti nel 2015

3) Resident Evil Revelation 2 per PSVita, perché finalmente ho tolto un po’ di polvere da ‘sta benedetta console.

2) Uncharted Trilogy, perché questo è stato l’anno in cui l’ho giocato tutto e ho scoperto che Nathan Drake è davvero l’uomo perfetto per me. E infatti non esiste.

1) The Last Door per iPad, perché è scritto come l’avrei scritto io.

I miei 3 album preferiti nel 2015

3) Tracy Chapman, Gratest Hits 2015, perché è stato il miglior regalo di questo fine 2015.

2) Giorgio Moroder, Déjà Vu, perché è stato l’ingrediente principale del buonumore di quest’anno.

1) You+Me, Rose ave. perché è uscito alla fine del 2014 ma io l’ho ascoltato per tutto il 2015.

I miei 3 telefilm preferiti nel 2015

3) Inside Amy Schumer, l’ho visto solo quest’anno ed è la cosa più intelligente e divertente che abbia visto e credo che la inserirò anche nelle classifiche del 2016.

2) How get away with a murder, perché non mi sono mai piaciuti i film con gli avvocati, tranne questo.

1) Ash VS Evil Dead, perché è il più bel telefilm mai fatto e basta.

I miei 3 film preferiti nel 2015

3) The Lobster, perché sono un romanticone in fondo.

2) Ex_Machina (ex equo) Goodnight Mommy, perché sono due film di genere come piacciono a me.

1) Star Wars VII, perché è ovvio.

I miei 3 personaggi LGBTQI preferiti nel 2015

3) Martine Rothblatt, perché è la geekqueer più potente del mondo.

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2) Sia, perché quest’anno era ovunque e pochi di voi sanno che: “Sono queer, non proprio lesbica perché esco perlopiù con uomini, ma di certo sono uscita anche con donne”.

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1) Laverne Cox, perché questo è stato decisamente l’anno della trans-rivoluzione!

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I miei 3 fumetti preferiti nel 2015

3) Anubi, di Marco Taddei e Simone Angelini
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2) Bellezza, di Kerascoët
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1) Come prima, di Alfred
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I miei 3 farmaci preferiti nel 2015

3) Gentalyn beta, perché sarei perso senza.

2) Alprazolam, peeeeeeeerché saaaaaarerrrri peeeeeerso seeeeeenzaaaa.

1) Minias, perché sarzzz… zzz…

I miei attori preferiti nel 2015

3) Tom Hardy, perché:

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2) Chris Pratt, perché mi piaceva pure grasso.

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1) Jamie Dornan, perché è ovvio che io abbia un animo da ragazza che legge chick-lit erotica.

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e poi basta.

Pavoncella Malva Award: i 5 videogiochi LGBT del 2015

giovedì, dicembre 31st, 2015 by geekqueer

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Erano circa 4 anni che non davo più questo prestigioso premio a cui ogni softwarehouse ambisce, rinunciando a sonni e sogni, quindi perché negar loro questo importante riconoscimento?
Per chi non lo sapesse la PAVONCELLA MALVA AWARD premia i videogiochi che si sono contraddistinti durante l’anno per rappresentazione personaggi LGBT o semplicemente quelli che hanno apportato un contributo significativo all’immaginario camp dei gaymers di tutto il mondo connesso.

Quindi ciancio alle bande e iniziamo la classifica che, premetto, è stata stilata con l’attenzione che in genere dedico al conservazione dei bulbi di tulipani in inverno.

5° POSTO

Final Fantasy XIV (DLC)

Appunto iniziamo con qualcosa successa in realtà nel 2014 ma esplosa poi in tutto il 2015: finalmente nel MMORPG dedicato a Final Fantasy viene rilasciato un DLC per avere relazioni con personaggi dello stesso sesso.
Se bazzicate i videogiochi da un po’ di tempo, vi renderete conto che per gli sviluppatori giapponesi questo è un passo per nulla scontato.
Infatti quando la notizia è stata annunciata, i membri della gilda Rough Trade Gaming Community, del server di Gilgamesh,  hanno organizzato una marcia virtuale chiamata “Pixel Pride”, con tutti gli avatar in fila per colore di armatura, creando così una fantastica Rainbow Flag.
“Perché dovrebbe esserci restrizioni su chi si ama?” ha chiesto in conferenza stampa il produttore Naoki Yoshida.
E lo chiedi a me?

4° POSTO

Fragement of him

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Quando giocai per la prima volta alla versione beta di questo gioco, rimasi davvero commosso. Fragments of Him ha annunciato quest’anno una nuova release per le piattaforme PC e XBOX ONE in uscita per il 2016, completamente riscritta e ridisegnata.
Questa è stata una delle più belle notizie del 2015.
La prima versione gratuita potete trovarla qui, ma “con q
uesta nuova versione si prevede di espandere ulteriormente l’esperienza di gioco, con uno sguardo sulla vita del defunto; nonché consentire all’utente di seguire il suo ultimo giorno” ha dichiarato il game designer Mata Haggis della Sassy Bot.
LGBT games go to Hollywood.

3° POSTO

Mortal Kombat X

LA Rivoluzione.
Per oltre 23 anni, Mortal Kombat è stato -assieme a Street Fighter– il brand di combattimento più iconico e conosciuto; ora, questo gioco da AAA, rompe finalmente le barriere, introducendo il suo primo personaggio ufficialmente gay: Kung Jin.
I fan della serie hanno chiesto spiegazioni per quello che a loro dire sembrava ancora nebuloso e ambiguo, e quella seguente è stata la risposta -per nulla ambigua- del regista e produttore del gioco.

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2° POSTO

Life is Strange

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Queer, fortissimamente queer il personaggio principale di Max in Life is Strange, pubblicato a puntate da Square-Enix e sviluppato da DONTNOD.
Il complesso rapporto che la protagonista ha con la sua migliore amica Chloe, viaggia sempre sul filo del “forse sì, forse no, chissene, vaffanculo”, come conferma lo stesso direttore creativo Jean-Maxime Moris: “C’è ambiguità è vero, ma è soprattutto una storia di amicizia prima di tutto. E ‘una storia di amicizia e di mistero. Sì, c’è ambiguità, ma a quell’età, soprattutto – a qualsiasi età – ma a quell’età, si sa, ci può essere sempre l’ambiguità”.
Quelle due stanno sempre a pomiciare, altro che ambiguità!

1° POSTO

Rinse and Repeat di Robert Yang 

Il primo posto per il videogioco più queer del 2015 non può che andare a Rinse and Repeat di Robert Yang, che con il suo erotismo giocoso è riuscito a guadagnarsi quest’anno le più importanti homepage dei siti videoludici.
In realtà io darei a Robert un premio alla carriera, se non fosse che i premi alla carriera portano una sfiga abissale. Quindi, se ancora non l’avete fatto, vi invito ad andare sul suo sito debacle.us e giocare alle sue produzioni ironiche, sexy e davvero, davvero divertenti.

Le 10 Barbie più gay della stagione 14\15

venerdì, ottobre 2nd, 2015 by geekqueer

La Barbie è una delle cose più gay del mondo: ne siamo affezionati perché è tutto lì il significato della nostra vita gay, in quel momento in cui l’abbiamo rubata per giocarci di nascosto. Che ancora non sapevamo nulla di orientamenti sessuali, identità di genere e del Gender che cerca di insinuarsi nelle nostre scuole, ma Barbie era già lì, prima testimone della nostra vera natura, sorridente. Come una nevrotica sotto Xanax.

Oggi son capitato su questo sito che vende Barbie, e vi ho fatto una veloce cernita di quelle più gay.
È stato molto difficile.

 

Philippe e David Blonds sono fratelli, sono transgender e si son fatti la Barbie a loro immagine. Quello che avremmo fatto tutti noi.

Philippe e David Blonds sono fratelli, sono transgender e si son fatti la Barbie a loro immagine. Quello che avremmo fatto tutti noi.

La Barbie di Michelle Visage

La Barbie di Michelle Visage

Ken Fashion Blogger col risvoltino.

Ken Fashion Blogger col risvoltino.

La Barbie Donatella non manca mai. Non puà mancare. Credo sia un patto diabolico.

La Barbie Donatella non manca mai. Non puà mancare. Credo sia un patto diabolico.

Ken "Che vuoi farci Missy, se sono un Sissy senza forza né vigor".

Ken “Che vuoi farci Missy, se sono un Sissy senza forza né vigor”.

Barbie Ruby RosOHEWAITH!

Barbie Ruby RosOHEWAITH!

JLO. Egnente.

JLO. Egnente.

Barbie Jamelia.

Barbie Jamelia.

Lyz Taylor con tanto di fiocchetto per la lotta anti-AIDS

Lyz Taylor con tanto di fiocchetto per la lotta contro l’AIDS

Barbie Vergine Maria Addoloratissima del Venerdì Santo nella processione di Campobasso.

Barbie Vergine Maria Addoloratissima del Venerdì Santo nella processione di Campobasso.

Emoticon gay: in Russia è propaganda fuorilegge

venerdì, settembre 25th, 2015 by geekqueer

via Repubblica

Russia indaga su Apple per la “propaganda gay” con gli emoticon

Il colosso di Cupertino rischia una multa ma anche la chiusura dell’attività sul territorio russo

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MOSCA – Procedimento amministrativo in Russia contro la Apple, accusata di aver promosso l’omosessualità per aver inserito nel software iOS 8.3 emoticon che raffigurano coppie gay. Lo ha reso noto il sito Gazeta.ru. L’iniziativa è della polizia di Kirov, dopo la denuncia di un avvocato, secondo cui Apple avrebbe violato la legge contro la propaganda gay in presenza di minori. Il colosso Usa rischia una multa da 10 mila a 13 mila euro ma in teoria le autorità potrebbero anche sospenderne l’attività in tutta la Russia.

SanDiego Comicon 2015: i cosplayer migliori secondo ammé

martedì, luglio 14th, 2015 by geekqueer

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The-Bride-O-Ren-Ishii

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Secondo me il Cacciatore di Bambi è bellissimo.

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And the winner is: Poison.

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Premio della Critica a: Gesù. Che tra tanti personaggi di fantasia ci sguazzava perfettamente.

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La miglior console portatile per l’estate 2015

venerdì, luglio 3rd, 2015 by geekqueer

Ah, ma ve le ricordate le lettere che si scrivevano alle riviste di videogiochi all’inizio degli anni ’90? (Certo io non ero ancora nato ma ne ho sentito parlare, eh, eh, eh.)
“Ma è meglio il Megadrive o il SuperNintendo?”, oppure “Ma è meglio il NES o il Master System?”, anche “Meglio Final Fight o Street of Rage?”, e ancora “Ma c’ha la grafica più potente il Lynx o il PcEngine?”.
Io son cresciuto così, scrivendo lettere di questo tenore a gennaio, per veder pubblicata la risposta a maggio.
E la risposta in genere era “La console che ti piace di più, di sicuro quella è la migliore“.
Una risposta del cazzo che ti faceva salire un Joeffrey Lannister che non vi dico.
Quindi oggi io voglio vendicare tutti quei poveri ragazzini che non hanno mai avuto una risposta onesta, diretta, semplice e fondata.

E allora facciamola sta domanda: Qual è la miglior console portatile per l’estate? Il New 3DS o la PSVita?
La risposta è: il GameBoy Color. 


E questi sono i 10 sacrosanti motivi.

1) Se hai una PsVita o un 3Ds e sei sotto il sole, non vedrai un bel niente. Gli schermi di queste console non son fatti per i 32000 ansi\lumen del sole. Invece un GameBoy Color sotto il sole battente dà il meglio di sé: quel maledettissimo schermo non retroilluminato che ci ha fatto bestemmiare ogni dannatissimo giorno dopo le 17:30, sotto il sole è la cosa più splendente e riconoscibile.

2) Il peso del GameBoy Color Pocket è circa un terzo delle controparti in questione, e se state sdraiati a pancia in su, la differenza si sente, eccome.

3) Un GameBoy Color lo trovate a 20 euro su ebay, i giochi invece dai 5 ai 10 euro; capirete da voi che se vi cade nella sabbia o in acqua, avrete perso al massimo il valore di un solo gioco del 3DS o della PsVita.
Per dovere di cronaca, il GameBoy ha resistito alla Guerra del Golfo.

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4) Potete giocare a AA Harimanada, che son sicuro vi siete persi.

5) Potete sedarci i vostri figli e nipoti (si chiamava PediSedate e veniva usato nei reparti di pediatria per sedare i bambini. Giuro).

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6) Potete disegnare schemi di ricamo da caricare nella vostra Singer.
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7) Fanculo “Revelations 2” per PsVita che viene continuamente rimandato! Resident Evil Gaiden per GameBoy Color è uno dei giochi più belli a cui abbia mai giocato. E con una colonna sonora che manco i Goblin.

8) Perché se ne avete abbastanza potete farci una GAYMBOW FLAG

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9) Perché Sailor Moon R è ancora un signor gioco.

10) Ma vuoi mettere scattarti i selfie con la GameboyCamera?
Potresti vedere hipster stramazzare a terra dall’invidia.

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