Ma l’oca a che gioco giocherà?

Mi spiace se ora vi ho messo la pulce nell’orecchio con questo misterioso quesito (che non affronterò assolutamente in questo post), ma parliamo ugualmente di giochi da tavolo.
In questo periodo dell’anno in cui ci si ritrova tutti assieme in salotto con amici e parenti, GeekQueer voleva consigliarvi dei giochi da tavolo: un sano divertimento d’antan, mai pago di noiosi lanci di dadi, pedine perse, pezzi mancanti e litigi su regole mai comprese del tutto. Giochi da tavolo, giochi del cavolo. E mi spiace per quanti ne siano appassionati. Ho visto geek giocare a Carcassonne e ancora adesso non riesco a decidere se sia quella o le immagini dello Tsunami a esser le più tristi mai viste nella mia vita. Ma non indugiamo ancora e godiamoci il primo gioco che potrebbe stupire i vostri ospiti in una noiosa notte natalizia.

Il GAY MONOPOLY, a celebration of Gay Life!

Non ho la più pallida idea di come si giochi a questa variante frocia del Monopoli, e non so se la Giunta Comunale della piccola cittadina pugliese sia a conoscenza di questa versione, ma posso sbilanciarmi affermando che in questo caso lo scopo è finire in prigione. Le illustrazioni di Tom of Finland fanno presumere che se non si hanno abbastanza soldi per gli “Imprevisti“, si può sempre battere in Viale dei Giardini. Si perde se si finisce su Vicolo Corto.

Rainbow Game, di cui vedete l’immagine qui su, è la simulazione da tavolo di un Gay Pride. Il gioco per chi è orgoglioso, ma solo nel proprio salotto. Un gioco in cui le oche sono tante, colorate e starnazzano come non ci fosse un domani. Anche per questo avvincente gioco da tavolo non ho idea delle sue regole o delle dinamiche, ma se rispetta pedissequamente i Gay Pride italiani, alla fine del percorso non si vince nulla.
Ma veniamo subito al gioco successivo che mette una gran mestizia al solo nominarlo: C’est la vie! The game of lesbian life!

L’unico gioco da tavolo per le lesbiche che esista al mondo si chiama C’est la vie!, come a dire: “fattene una ragione, ora è toccato a te domani toccherà a qualche altra sfigata”. Tristezza, malinconia, senso di vuoto e di abbandono a ogni lancio di dado.

Dial Gay for Murder è un “How to host a Murder” ovvero quello che da noi si chiama “Invito a cena con delitto“; un gioco di ruolo in cui mentre ci si strafoga a tavola, bisogna interpretare il ruolo assegnato e scoprire l’assassino. In questo caso si tratta dell’omicidio di Paul Pernicious (Paolo Perniciosa) operatore del Telefono Amico Gay, strozzato col cavo del telefono. Agli invitati l’arduo compito di scoprire l’omofobo omicida. Se non foste stufi dell’omofobia nella vita reale o degli omicidi a sfondo omofobo, perché non rovinarsi pure una serata tra amici?

E finiamo con Gayopoly altra variante del Monopoli, in cui è ammesso l’uso del telefono cellulare, almeno fino a quando i debiti accumulati non costringeranno la società telefonica a tagliare la linea.
Con cotanto divertimento di cartone non capisco perché stiate qui a leggere ancora le mie scempiaggini.
GQ

4 thoughts on “Ma l’oca a che gioco giocherà?

  1. Gorenfield says:

    un geek queer che non ama i giochi da tavolo?? conosco perfino dei queer non geek che passano le loro serate etero a giocarci come delle donnette al salone di bellezza!!

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