L’Inferno di Dante, un circolo gay con tessera d’ingresso

Ne avevamo già parlato tempo fa, poco dopo l’uscita del gioco Dante’s Inferno della Visceral Games per l’EA, ma avendo rigiocato da poco alla versione per PSP, ho notato cose che mi erano sfuggite. Per quei pochi che non conoscessero il titolo, in questo adattamento videoludico Dante è un crociato che tornato dalla feroce guerra contro Saladino, trova la famiglia sterminata, compresa la sua amata Beatrice, ora rapita da Satana per una promessa non mantenuta. Nel corso della storia scopriremo che il protagonista, alla vigilia della partenza, fece la promessa di restare casto fino al suo ritorno, prima però di perdere il senno nelle brutture di una guerra. Pentito per i suoi errori Dante-Commando decide di scendere nel punto più basso e oscuro dell’Inferno per riprendersi la sua amata.

Capirete dal soggetto, perché il gioco sia stato molto criticato, rinverdendo la convinzione che gli americani sono dei pazzi mitomani che farebbero anche de I Tre Porcellini un remake di Rambo. Personalmente Dante’s Inferno è uno dei miei titoli preferiti, benché breve e troppo simile in gameplay a God of War, vanta un’atmosfera e un graphic design che poche volte ho avuto la fortuna di gustare. Ma molti non la pensano come me, e questa non è una recensione.

Durante l’avventura nei Gironi e nelle Bolge infernali, Dante ha la possibilità di assolvere o condannare alcune “Ombre Nascoste“, ovvero personaggi presi dritti dritti dalla Divina Commedia e tanto cari alla nostra cultura italica. E se in questa rivisitazione hollywoodiana si sorride al fisico da culturista di Dante o ad alcuni bislacchi anacronismi, c’è da sorprendersi invece per alcune dotte citazioni, come quelle che stiamo per elencare.
Nel Girone dei “Violenti contro la natura” e nella prima Malabolgia, Dante incontra tre personaggi degni di nota.

Brunetto Latini
Poeta, scrittore e pure notaio, lo si ricorda per la sua opera “Il tesoretto” in italiano volgare, e soprattutto per essere stato insegnante di Dante, che ben lo ripaga mettendolo nel girone dei culi chiacchierati. E meno male che il buon Brunetto nel 1280 contribuì notevolmente alla riconciliazione temporanea tra guelfi e ghibellini detta “pace del Cardinal Latino”; tant’è che il discepolo lo condanna ma con riserva di buone pietose parole (‘sti cazzi, mi si permetta). Nel videogioco lo sfortunato Brunetto supplica Dante dicendogli “non corruppi mai la gioventù di Firenze“, così per specificare bene. Te pozzino Alighiè.

Guido Guerra
E
cco un altro che dedicò la vita alla guerra tra Guelfi e Ghibellini, tra onori, fama, vittorie e riconoscimenti, ottenendo un nome pieno di titoli  che manco i film della Wertmuller. Ma, ahimè, Dante ci ricorda che vani sono i successi e le celebrità in terra se succhi il calippo, e quindi via! nel girone dei sodomiti a correr a mò di trenino, assieme a Jacopo Rusticucci e a Tegghiaio Aldobrandi.

Tiresia
L’indovino cieco tanto caro a Sofocle e protagonista di cento miti per i suoi poteri divinatori, la saggezza e i preziosi consigli, vede i suoi servigi agli dei annullati dall’aver cambiato sesso a un certo punto della sua vita. Transito davvero di successo, in verità: da vecchio mendicante a giovinetta dai sodi seni. Dante la incontra nella prima Malebolgia, e per colpa delle cronache di Ovidio, si ritrova con la testa girata all’indietro -contrappasso del suo guardar al futuro-, dice il De Sanctis, -piacere di guardare il culo, democratico membro che appartiene alle donne quanto agli uomini- diciamo noi.

(Entrambi i video li trovate qui giù)

Finiamo la lezione di letteratura-videoludica con un bello spoilerone sul finale del gioco, in cui vediamo Dante vittorioso e nudo uscire dall’Inferno per entrare in Purgatorio, ed è proprio un bel vedere ‘sto Dante della Visceral Games, pronto al suo tanto atteso seguito previsto per il 2013.

GQ

P.S. Domani interrogo.

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