Battere alla Gamesweek di Milano 2012

Per quanti non lo sapessero il termine “battere” nella comunità LGBT indica “andare a rimorchiare” e non “andare a prostituirsi”, questo prologo era necessario perché, non che l’eventualità non c’avesse mai sfiorato le nostre menti mercenarie, ma perché avevamo proprio voglia di rimorchiare.

Il fatto è che in questi ultimi tempi molti gay si dicono  geek, nerd o profondi conoscitori di roba videoludica, smanettistica o fumettistica; un florilegio di magliette, adesivi e mutande con le più criptiche citazioni nerd. L’Uomo Ragno o i Vendicatori? Sembra che i gay non abbiano letto altro. La serie di Assassin’s Creed, Call of Duty o Mass Effect? Ma quali bambole! I gay hanno passato la loro infanzia ad ammirare le terga di Ezio Auditore, del Capitano Sheppard o a ripetere a memoria tutti gli spin-off della serie Activision Blizzard.
Capirete quindi perché il sottoscritto Geekqueer in compagnia di GattoNero e un redivivo GeekChic, siamo andati con le peggiori intenzioni, pensando di ritrovarci in un gaypride pixelato.

Prima mossa: accendiamo Grindr, l’applicazione cerca-gay dell’IPhone, per fare una stima in percentuali. Il teschietto arancione dice che il gay più vicino è a 700 metri. Forse i gay geek rifiutano Apple per una più battagliera Microsoft, piattaforma unica per i videogiochi. I gay nerd devono essere davvero furbissimi. Cominciamo a guardarci intorno.

A me il buttafuori dello stand di FarCry 3 non mi dispiaceva. Gatto e Geek Chic hanno fatto gli stizzosi e hanno detto che era flaccido. A me pareva un gran figo. Dentro lo stand c’era una povera crista che imitava mia cugina che imitava una che faceva la lap-dance. Ma lo ha fatto per 12 ore e sotto le manine sudate dei nerd italiani, quindi a lei va tutta la nostra stima.

Abbiamo pensato che lo stand Ubisoft fosse il luogo deputato al raduno dei geek queers, grazie al palco con le gare di Just Dance 4 e la simil DragQueen che ne faceva da padrona.

A questo punto il sottoscritto GQ, ha preso in mano la situazione e si è iscritto alla gara di Just Dance 4. Non sono arrivato primo, ma sicuramente ero l’unico a sapere come infilare una parrucca. Avrei voluto schiaffeggiare gli altri tre partecipanti, ma poi ho pensato che fossero solo schifati da parrucche che avevano indossato altre centinaia di nerd prima di noi. Sulla mia testa c’è finito di peggio.

Seguono foto di standisti davvero fighi che facevano sembrare ancora più brutti i nerd presenti. Come se ce ne fosse stato bisogno. Son questi i momenti in cui ti chiedi che senso ha vantarsi d’esser nerd. Esser nerd vuol dire essere asociali e masturbarsi sulle foto del cosplayer di Nathan Drake, è un assioma che noi abbiamo interiorizzato fino a farne orgoglio.

Poi le cose si son fatte serie quando è arrivato il cosplayer di Kratos, direttamente da una versione di God of War della Falcon.

Sì, aveva i muscoli disegnati, ma vi assicuro che c’era una base di anatomia su cui ricalcare. Dopo venti minuti di attesa, in cui il presentatore ha detto testualmente: “Mi sono assicurato personalmente della sua prestanza muscolare”, è arrivato un altro clone di Kratos che ha fatto dei numeri su una sling.

Come ha ben detto Geek Chic: “In fondo l’abbiamo sempre visto fare nei peggiori locali notturni, ma con una mano nel sedere”. Intanto dopo qualche ora, la Fiera di Milano s’era animata di liceali appena usciti da scuola e quindi abbiamo un po’ perso interesse nel cercar di abbordare qualcuno. Siamo andati anche in bagno a vedere se ci fosse movimento nerd omosessuale, ma niente, solo ragazzi truccati da zombie. Gatto Nero ha fatto i complimenti a un ragazzo per il realistico trucco da zombie sulla sua faccia, ma purtroppo non era trucco, era acne giovanile.

A un certo punto eravamo così demotivati che abbiamo pensato alle nostre lettrici lelle e abbiamo fotografato queste due ragazze, cosplayer di Lara Croft e un’altra di Resident Evil o forse bhovalloasapè. Abbiamo anche chiesto loro se volessero fare una foto mentre limonavano, ma hanno detto d’essere cugine rifiutando gentilmente. Secondo me, era comunque una bugia.

Alla fine della fiera, in senso letterale, i gaymers che siamo riusciti a scorgere -oltre alle vecchie facce conosciute e geekqueers ad honorem- son stati davvero pochi. Che i tanto vanitosi e chiacchieroni giocatori LGBT siano meno di quello che si pensi o solo più pigri? Commentate, postate le vostre foto o mandateci messaggi su gayromeo.it per confutare la nostra terribile tesi: siamo davvero così pochi?
A San Francisco in California, il prossimo anno ci sarà la prima fiera sui videogames dedicata esclusivamente ai videogiocatori gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, la GaymerCon, noi stiamo preparando già la gita organizzata.
GQ

P.S.: Se vi state chiedendo “Bè, ma i giochi?”. Bho, quelli andate a vederli su un altro sito.

 

 

4 thoughts on “Battere alla Gamesweek di Milano 2012

  1. Gatto Nero says:

    Scusatemi, qui devo far partire la diatriba: Bender è per poracce.

    Ha una grafica pessima, non soddisfa la mia voglia geek di una cosa fatta bene che – come Grindr – non funziona due volte su tre.

    Rispondi
  2. Piolozzo says:

    Posso venire anch’io a San Francisco? Però vestito da Lara Croft, per destabilizzare il pubblico.

    Rispondi

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: