Festa della Rete 2014, sempre più LGBT (presenti e assenti)

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Lo scorso fine settimana c’è stata a Rimini la Festa della Rete, quella che fu la BlogFest ma che ora è della rete tutta perché:
A) siamo più numerosi, e questo è un bene;
B) siamo rimasti in quattro gatti ad avere un blog, e questo è un male.

Comunque Geekqueer era ben presente anche quest’anno con un panel nel programma ufficiale (la prima volta è stata qui), in cui io e Gattonero abbiamo cercato di fare un piccolo riassunto sulla presenza LGBT in rete nell’Italia degli ultimi vent’anni.
C’erano anche bravissimi e bellissimi ospiti come l’insostituibile Daniela Farnese, Milena di LezPop e Carlo Gabardini con la sua Nutella.

In principio era Helena Velena

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L’excursus affrontato è partito dal Videotel e dal Cybercore di Helena Velena, è passato da mIRC e dalle prime chat, da Gaydar, da Splinder con tutti blogger LGBT che hanno iniziato a popolare la rete con le loro storie, fino ad arrivare alle ultime APP per smartphone.
Egnente, visto che non c’eravate vi faccio un video di sunto di quanto detto.

E dopo sta strunzat’, passiamo alle foto dell’incontro per vantarci della nostra beltà.

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Da quest’anno anche il premio per il miglior sito LGBT

Da quest’anno, bellissima notizia, uno dei MIA è dedicato al miglior sito LGBT dell’anno, votato ovviamente dalle community in rete.
I candidati per il 2014 erano (foto rubata alle amiche di Lezpop):

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Il vincitore è stato Le cose cambiano, bellissimo e preziosissimo progetto dell’ultimo anno, che nel sito ha visto il punto di raccolta di tantissime attività come video, post, traduzioni e un libro imperdibile.
Insomma io son contento che abba vinto Le cose Cambiano, son contentissimo che la Festa della Rete abbia finalmente dedicato un premio anche ai siti LGBT, sono invece rimasto scontentissimo nel vedere che nessuno della redazione del sito vincitore sia venuto a ritirare il premio.
Il mio amico Paolo ha scritto questo in suo post su Facebook, e lo riporto uguale-uguale perché meglio non avrei potuto:

“Quest’anno è successa una cosa che io, da finocchia persa quale sono, reputo davvero straordinaria: all’interno della lista di categorie in cui i siti vengono suddivisi (per argomento, dunque: cucina, informazione, cinema, eccetera) c’era anche la sezione dedicata ai siti LGBT. Voi di Le cose cambiano dov’eravate? Perché non c’era nessuno a ritirare un premio caduto, poi, nel vuoto? Avete vinto e allo stesso tempo, secondo me, avete perso.
Perché non è possibile raggiungere un obiettivo di questo tipo senza nemmeno rendersene conto, e non è possibile non esserci per metterci la faccia. Mi spiace, ma è così: le cose cambiano solo se tutti ci mettiamo la faccia e il vostro progetto editoriale su questo si basa sul metterci la faccia. Che sabato sera non c’era. Non c’era la faccia di nessuno, non c’era nessuno. Che peccato”.

Contattato il sito, ecco la risposta che ho ricevuto

“L’evento e’ di stampo prettamente commerciale. Apprezziamo molto l’inserimento , a nostra insaputa , della categoria LGBT. Ringraziamo anche per l’apprezzamento espresso dalla rete, che e’ sostegno fondamentale della nostra iniziativa.
Semplicemente non partecipiamo ad iniziative fondamentalmente di impronta commerciale , pur rispettandone l’importanza”
Fulvio Marcello Zendrini, Responsabile Comunicazione Le Cose Cambiano

A voi i commenti.

4 thoughts on “Festa della Rete 2014, sempre più LGBT (presenti e assenti)

  1. Gigi says:

    La presenza di Carlo Gabardini sinceramente mi ha fatto ridere. A che pro? Fino a pochi mesi fa faceva l’etero, adesso ah fatto un video ed è stato eletto il conoscitore supremo del mondo LGBT. Ma si sa: lui era lì per esigenze di agenzia 😉

    Per il discorso del premio non ritirato, apprezzo la scelta di inseguire gli ideali di lealtà. E a giudicare dagli altri pessimi premi assegnati in serata… beh… è stato giusto così: vedi, i premi assegnati agli sponsor.

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    1. geekqueer says:

      Carlo Gambardini nell’ultimo anno ha fatto un video su Youtube raccontando un comingout ed è finito su tutti i giornali, tg e trasmissioni nazionali. La sua presenza era giustificatissima.
      Non so cosa intendi quando parli di “esigenze d’agenzia”, nel panel non ha mai menzionato suoi spettacoli o progetti futuri.

      I premi sono stati votati dalla rete e dai fan dei vari siti, quindi non comprendo neppure il tuo giudizio di “pessimi”.

      Dei premi assegnati dagli sponsor, ti pregherei di indicarmeli perché a me son sfuggiti, eppure ero lì.

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      1. Gigi says:

        Hai ragione, forse certe cose potrebbero esser sfuggite ad un occhio non proprio attento su tutta la manifestazione. La manifestazione è stata messa in piedi da ShowReel: società che fa anche da management agli youtuber che sono accorsi alla FdR e alla cerimonia di premaizione dei MIA. Gabardini è uno di questi.
        Tra l’altro, youtuber per aver fatto un solo video la trovo una forzatura “d’agenzia”, che ha piazzato i suoi assistiti un po’ dove capitava.

        Il video sulla Nutella è diventato virale, ok, ma da qui a dire: ci serviva la sua testimonianza… Insomma! Non mi sta antipatico, non ce l’ho con lui ma se proprio si voleva portare qualche testimonianza, ce ne sono di mooolti più interessanti. E ripeto: da gay, mi sento anche un po’ preso in giro visto che fino a pochi mesi fa faceva l’etero. Ma vabbè.

        Ultima cosa – mi scuso per il papiro – sono i premi andati “””molto casualmente””” agli sponsor: 3 premi a TIM (main sponsor), 2 a DMAX (altro sponsor); e poi la valanga di premi agli amici di Wired e così via. 😛

        Posso sempre sbagliarmi, eh. Però…

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        1. Gatto Nero says:

          A me pare una polemica inutile, Gigi. Partiamo da questo: chi ha organizzato l’evento, chi ha organizzato i premi, chi ci ha messo i soldi e chi ha vinto i premi sono cose talmente superflue – specie riguardo a un post che parla del panel LGBT – che incaponircisi vuol dire essere nati ieri ed essere anche un po’ cheap nei ragionamenti. Lo dico con l’affetto di uno che viene descritto da tante persone come un polemico.

          Su Carlo Gabardini, ti chiedo: il panel l’hai visto? Hai sentito il suo intervento, la sua partecipazione, quello che aveva da dire e l’esperienza che aveva da portare? Perché se non l’hai fatto, il tuo ragionamento non si discosta molto dal “Io al Pride non ci vado perché è una carnevalata”. Che è un modo di ragionare che, nel 2014, forse dovremmo mettere da parte.

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