Cineforum gay: Dragon Age 2

La Bioware segue la sua politica gay friendly di inserire nei propri giochi la libertà di orientamento sessuale nei personaggi, come era già avvenuto per i titoli di Mass Effect e il precedente Dragon Age. Devo ammettere che vedendo i filmati disseminati per Youtube del nuovo titolo Dragon Age 2 ho come l’impressione che, rispetto ai titoli dapprima menzionati, si sia favorito un’ellissi temporale alle esplicite scene di nudo.
Scelta che noi di GQ non critichiamo: in fondo è il messaggio quello che conta e non quanti centimetri di pelle nuda gay si mostri in un videogame.

Ma sul gioco grava un’altra polemica, ovvero una raccolta firme per far licenziare David Gaider, autore del gioco. In questa petizione si accusa lo sceneggiatore di aver costruito stereotipi gay che cercano in tutti i modi di sedurti e se opportunamente rifiutati fanno guadagnare punti, scoraggiando così la libertà di scelta. Nell’attesa di verificare se l’accusa sia fondata -mi pare un po’ incredibile da una casa di produzione che si prende briga da molti anni d’inserire trame omosentimentali- chiedo silenzio in sala, e che il dibattito segua dopo la proiezione.
Si prega di fumare vicino le finestre e sulla soglia della sala per non disturbare quei pochi compagni non tabagisti grazie.

Anche le compagne lelle combattive hanno la loro parte.

Non mancano scene per gli amanti B&B (no, non è l’acronimo per Bed and Breakfast).

Il prossimo lunedì al cineforum la 134° proiezione di Sacco e Vanzetti.
GQ

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